martedì 16 luglio 2013

Colesterolo Gioca d’anticipo con lo stile di vita

I
n fondo le regole per stare bene sono due,
e note fin dall’antichità: fare movimento
e seguire una dieta sana. E, guarda caso,
sono proprio le prescrizioni cardine per chi
soffre di una delle patologie più diffuse nelle
società del benessere: l’ipercolesterolemia,
cioè i livelli di colesterolo eccessivamente al-ti nel sangue; prodotti, nella maggior parte
dei casi, dall’alimentazione insana e dalla
sedentarietà. Il colesterolo svolge un ruolo
fondamentale nell’organismo ma, appena
lo perdiamo d’occhio, può trasformarsi in
uno dei nemici più pericolosi della nostra sa-lute. Per questa ragione le raccomandazioni
di controllarne costantemente i livelli non
sono mai troppe: c’è infatti una stretta cor-relazione tra il tasso di colesterolo totale - e
in particolare delle lipoproteine Ldl - e l’in-cidenza di malattie cardiovascolari e cardio-patie coronariche. Prodotto in parte dal fe-gato, in parte introdotto nell’organismo at-traverso l’alimentazione, viene comune-mente suddiviso in “buono” e “cattivo”, ma
in realtà è uno solo. Quello che cambia sono
le proteine che ne permettono il trasporto
nel sangue. Le Hdl (lipoproteine ad alta den-sità) prelevano il colesterolo dalle pareti del-le arterie, ostacolando la formazione delle
placche aterosclerotiche, cioè gli ispessi-menti dello strato più interno delle arterie.
Mentre le Ldl (lipoproteine a bassa densità)
favoriscono l’accumulo del colesterolo nel-le pareti arteriose, portando alla formazione
delle placche.
Le principali regole per mantenere il giu-sto livello di colesterolo sono semplici. Se-guire un regime alimentare corretto, evitare
l’eccesso di alcol, tenere il peso sotto con-trollo e fare attività fisica con regolarità. Il ta-bacco è molto pericoloso: più sigarette si fu-mano, maggiore sarà il rischio di problemi
alle coronarie.
Bisogna esseri molto accorti perché il co-lesterolo è insidioso: molti ignorano di sof-frire di ipercolesterolemia perché livelli alti
non producono sintomi evidenti. Ma basta
un semplice esame del sangue per tranquil-lizzarsi: il valore desiderabile è inferiore ai
190 mg/dl. Vanno controllati soprattutto i
valori del colesterolo Ldl in funzione del ri-schio cardiovascolare globale. Meno di 130
mg/dl è il valore in generale desiderabile.
Ma se il rischio è alto il limite scende a 100.
Per il colesterolo Hdl meno di 35 mg/dl rap-presentano un rischio elevato, oltre i 50
mg/dl il livello desiderabile. Gli esami del
sangue vanno eseguiti ogni 3-5 anni in caso
di basso rischio, ogni anno per un rischio
moderato-alto, ogni sei mesi se il rischio è
molto alto e si segue una terapia. Spetta co-munque al medico stabilire la frequenza de-gli esami e le eventuali cure. «Diversi stud centi hanno rilevato che bassi livelli di Hdl
(colesterolo buono) sono sì un fattore di ri-schio, ma non la principale causa dell’atero-sclerosi», spiega il professor Alberico L. Ca-tapano, ordinario di Farmacologia e presi-dente della Società europea dell’ateroscle-rosi. «Per tenere lontano questo pericolo
vanno ridotti i livelli di Ldl (il colesterolo cat-tivo) portandoli vicino alla soglia dei 100
mg/dl».
La bilancia è molto utile: ci si deve pesare
almeno una volta al mese, perché i chili di
troppo favoriscono molte malattie, quali l’i-pertensione e il diabete. Aggiunge Catapa-no: «In Italia circa il 50 per cento delle per-sone è in sovrappeso, il 18 per cento addirit-tura obesa. Sono dati che rivelano quanto
siano tuttora ignorate le raccomandazioni
per uno stile di vita sano. Occorre poi sorve-gliare dove si accumula il grasso: è dannoso
quello che si deposita a livello dell’addome,
perché può portare a complicanze metabo-liche anche gravi. La “pancia” è una tenden-za frequente nei maschi, specie con il pas-sare degli anni. Nelle donne il grasso si loca-lizza sui fianchi, un fenomeno meno dan-noso per la salute cardiovascolare. Ma con
la menopausa le donne sviluppano rischi
cardiovascolari pari a quelli degli uomini. Il
periodo più delicato è tra i 50 e i 55 anni».
Il colesterolo può essere controllato con
facilità anche in farmacia.  «Dal 2009  può es-sere eseguito sotto la supervisione del far-macista l’autotest per determinare i livelli di
colesterolo totale», dice Andrea Mandelli,
presidente della Federazione degli Ordini
dei farmacisti italiani. «In sostanza si tratta
degli stessi test acquistabili per essere ese-guiti a casa propria. L’esame si effettua con
un pungidito su sangue capillare, quindi
senza prelievo venoso, che il farmacista non
può praticare. Ci si pone così al riparo da er-rori che, come segnalato da alcuni studi, so-no sempre possibili facendo da sé. Non oc-corre prescrizione medica. Anche se, di
fronte a un valore superiore all’intervallo di
riferimento normale, la prima preoccupa-zione del farmacista è rinviare immediata-mente il paziente al medico curante. L’ese-cuzione di questi test non può e non deve so-stituire le indagini di laboratorio prescritte
dal medico



Ecco i cibi della salute”

U
na fetta di lardo a chi ha 280 di coleste-rolo? Si può. «L’importante è che sia
un piacere concesso di rado». Diana
Scatozza, medico specialista in Scienza del-l’alimentazione e in Farmacologia clinica,
non ha dubbi: «Chi soffre di colesterolo alto
non deve rinunciare a certi cibi, ma saperli
scegliere e inserirli in un programma alimen-tare vario ed equilibrato».
Esistono cibi “buoni” e cibi “cattivi”?
«Non necessariamente. Gli eccessi fanno
male: è fondamentale bilanciare i nutrimen-ti all’interno della dieta quotidiana, facendo
attenzione alle quantità, ma senza privarsi
del piacere di mangiare certi cibi, come un ge-lato con panna, una noce di burro, due uova,
ma che non siano a tavola tutti i giorni. La ri-definizione della piramide alimentare da
parte dell’Istituto nazionale di ricerca per gli
alimenti e la nutrizione (Inran) ha inserito
novità interessanti. A cominciare dall’assun-zione di alcolici se in quantità moderata».
Via libera a birra e champagne?
«Non è proprio così. Il vino rosso è consi-gliato, ma non più di due calici al giorno. Pen-siamo al cosiddetto paradosso francese: è un
popolo che si alimenta di paté, formaggi gras-si e insaccati, tra gli alimenti più controindi-cati, eppure le ricerche scientifiche confer-mano che in Francia le malattie cardiovasco-lari sono meno frequenti che in altri paesi, a
cominciare dagli Stati Uniti. Il motivo? I fran-cesi sono forti consumatori di vino rosso, par-ticolarmente ricco di antiossidanti, tra cui il
più importante è il resveratrolo, che contri-buirebbe molto ad aumentare il livelli di Hdl,
il colesterolo buono».
Frutta e verdura in pole position?
«È importante consumarne almeno 4-5
porzioni al giorno privilegiando frutta e ver-dura di stagione, perché più ricche di nu-trienti e anche più gustose. Consiglio in par-ticolare la verdura molto ricca di fibra (tipo
spinaci, lattuga, sedano, carciofi...): fermen-tando nell’intestino produce diverse sostan-ze, tra le quali l’acido propionico, che modu-la la sintesi epatica del colesterolo e quindi ne
abbassa il livello».
Il ruolo dei condimenti?
«L’amico del cuore per eccellenza è l’olio
d’oliva, che va consumato quotidianamente
in 3-4 porzioni: grazie all’acido oleico che
contiene (è un acido grasso monoinsaturo)
mantiene equilibrato il rapporto fra il cole-sterolo buono e cattivo. Anche l’utilizzo di
spezie, erbe aromatiche, odori evita l’abuso
di sale, che non influenza i lipidi, ma può fare
male al cuore».
Il sovrappeso è indice di colesterolo alto?
«Non è detto. Anzi, spesso chi è sottopeso
o malnutrito ha il colesterolo più alto di un
obeso: se un individuo mangia poco, non
utilizza i sali biliari; la quantità di colestero-lo necessaria per produrre questi sali passa
quindi dal fegato nel sangue favorendo il
deposito sulla parete vascolare e alzando il
livello di Ldl (colesterolo cattivo). Mi occu-po di disturbi alimentari e quasi tutti i pa-zienti anoressici che curo hanno il coleste-rolo fuori parametro».
Anche l’attività fisica contribuisce al man-tenimento dell’equilibrio?
«Molto, ma deve essere un’attività aerobi-ca, quindi non pesi o potenziamento musco-lare, ma nuoto, corsa, bicicletta, tennis. Può
bastare anche una bella camminata a passo
sostenuto per almeno 40 minuti, tutti i giorni:
aumenta il colesterolo buono, basilare per la
prevenzione di infarti, ictus e trombosi

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